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A Bologna aumento delle tariffe per i servizi integrativi. E a Medicina ?

BolognaAlcuni giorni fa è rimbalzata sui giornali la notizia che, in seguito a disposizioni date dall’allora Commissario Cancellieri, nel Comune di Bologna verranno aumentate le tariffe per i servizi integrativi: pre-post-inter scuola (qui il testo).

In seguito a diverse segnalazioni fatte dai genitori, abbiamo chiesto all’Assessore Federici una dichiarazione in merito al futuro delle tariffe nel Comune di Medicina, per i medesimi servizi. Di seguito la risposta:

L'Amministrazione comunale di Medicina non ha ancora deciso in merito, in quanto le tariffe dei servizi sono strettamente legate alle scelte di Bilancio, e il Bilancio 2012 non è ancora stato approvato, in attesa di capire cosa comporti concretamente per gli Enti Locali il recente decreto del Governo Monti.

Credo però che sia giusto cogliere l'occasione per approfondire l'argomento da un punto di vista più generale: l'ipotesi più probabile è che la manovra economica del Governo, tendendo a rastrellare risorse per il Bilancio dello Stato, non comporterà miglioramenti per la nostra situazione, che attualmente vede per Medicina una forte riduzione delle risorse a disposizione: circa 600.000 euro in meno rispetto al 2011, ai quali si aggiungono 200.000 euro di tagli di spesa necessari per migliorare il saldo del "patto di stabilità" (quello che ci blocca le spese di investimento).

La reintroduzione dell’ICI/IMU sulle abitazioni principali molto probabilmente non apporterà vantaggi al bilancio comunale, in quanto la normativa prevede che da un lato il Comune incassi il 100% dell’ICI proveniente dalle abitazioni principali (e fabbricati rurali accessori), ma dall’altro prevede che il 50% dell’ICI proveniente da servizi commerciali e terreni agricoli (che è sempre rimasta in vigore) venga dirottata alle casse dello Stato.

 

Nello stesso tempo lo Stato azzererà gli attuali trasferimenti ai Comuni dati a compensazione dell'abolizione dell'ICI sulla prima casa. Inoltre verranno ridotti i trasferimenti ai Comuni sul Fondo di riequilibrio. Il saldo effettivo fra le varie voci in più e in meno oscillerà attorno allo zero: bisognerà vedere i conti effettivi che avrà il Comune di Medicina e le decisioni  che prenderà in merito alle aliquote IMU da applicare sugli immobili diversi dalle prime case (in base al decreto possono variare dello 0,3% in più o in meno).


In questa situazione si pone un'alternativa drastica: o ridurre il livello dei servizi ai cittadini (ovvero, tagliare i posti negli asili nido, l'assistenza domiciliare, ecc.) o reperire risorse aggiuntive.

L'orientamento dell'Amministrazione comunale, condiviso dalle Consulte territoriali, è quello di fare tutto il possibile per non ridurre il livello dei servizi ai cittadini, e in particolare alle famiglie.

Il tema che si pone quindi è: come reperire risorse aggiuntive per 600.000 euro?
Da una parte c'è la possibilità di aumentare l'addizionale IRPEF che va al Comune, portandola dallo 0,5% allo 0,8% (ciò comporta una maggiore entrata di circa 600.000 euro); dall'altra quella di aumentare pesantemente le tariffe dei servizi, avvicinandole al costo reale degli stessi.

Nel caso del servizio di pre-post-interscuola attualmente il Comune contribuisce al 40% della spesa: coprire tutti i costi vorrebbe dire quindi più o meno aumentare le tariffe del 67%.

Ovviamente, si possono usare tutt'e due gli strumenti: un aumento minore dell'addizionale IRPEF e un aumento contenuto delle tariffe.

L'orientamento della Giunta, che abbiamo posto in discussione con i cittadini, è quello che sia preferibile distribuire il peso di questi maggiori costi sul complesso della popolazione, in modo proporzionale ai redditi, piuttosto che caricare ulteriori costi sulle famiglie che utilizzano i servizi, in una situazione già così difficile sul piano economico. Ritenendo che sia giusto che la comunità intera si faccia carico del sostegno alle famiglie con bambini o con anziani a carico, in uno spirito di solidarietà sociale e generazionale.

Ciò significa da una parte effettuare l'aumento dell'addizionale allo 0,8%, dall'altra tenere ferme tutte le tariffe, pur in presenza di un aumento di costi dovuto all'inflazione e ad altri fattori.

 

A chi volesse approfondire il tema “ICI/IMU quanto incasseranno i Comuni” segnaliamo il seguente articolo che riporta una proiezione effettuata dalla Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre.

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