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2.428 nidi in più per raggiungere il traguardo richiesto dall'UE

Disegno asilo nido Raggiungere il traguardo fissato dall'Unione Europea, per assicurare ad almeno un bambino su tre il posto all'asilo nido, potrebbe creare quasi 30mila occupati in più, con un costo di appena 100 milioni di Euro per le casse dell'Erario.

Il risultato è frutto di una simulazione a opera del Consorzio nazionale di cooperazione Gino Mattarelli, ipotizzando un nido da 50 posti, gestito secondo il modello dell'impresa sociale. Per alzare la copertura dal 25% attuale al 33% sarebbe necessario creare 121.380 posti nido.

La parola magica che consente la sostenibilità del modello è sussidiarietà. "Con il contributo di enti pubblici, enti non profit, imprese e famiglie - dice Claudia Fiaschi, presidente di Cgm - si ditribuisce il costo per lo sviluppo di oltre 2mila asili nido da 50 posti".

In base ai calcoli, il saldo occupazionale positivo legato all'apertura dei nuovi asili nido è di circa 17mila come personale educativo e di circa 10mila come personale ausiliario (26.708 la cifra totale esatta).

"Per sostenere la domanda - precisa Fiaschi - proponiamo un sistema basato sui voucher. In primis un "buono-nido" che potrebbe essere finanziato dagli enti pubblici per agevolare l'accesso ai servizi di qualità certificata e garantita, erogato alle famiglie in base all'ISEE. E anche una serie di voucher educativi finanziati dalle aziende per migliorare il sistema di conciliazione dei tempi di lavoro e di quelli familiari".

Articolo completo disponibile qui. Fonte "Sole 24 Ore"

Il parto prematuro e il figlio ricoverato rinviano l'astensione

geddes bimbo farfallaCon il messaggio 14448/2011 l'Inps fornisce alle sedi territoriali alcuni chiarimenti sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 116 del 4 Aprile sul congedo parentale. In caso di parto prematuro e di ricovero prolungato del bambino in struttura ospedaliera, la lavoratrice madre può chiedere di rientrare al lavoro durante il periodo di ricovero e di posticipare il congedo di maternità a partire dal giorno di dimissione del bambino.

Il posticipo è subordinato a un controllo delle condizioni di salute della madre, che pertanto dovrà dotarsi delle necessarie certificazioni mediche che ne attestino l'idoneità al rientro al lavoro.

L'Inps precisa che la richiesta di posticipo non può basarsi solo sulla prematurità del parto, ma deve essere richiesta qualora ci siano problematiche di salute che necessitino di un periodo prolungato di ricovero del neonato. La sentenza della Corte Costituzionale garantisce alle madri la possibilità di accudire il bambino una volta che questi rientri dall'ospedale, a prescindere dalla data del parto.

Fonte: Sole 24 Ore

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