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I Libri della Fantasia di Gianni Rodari

Copertina libroQuando ho trovato questo libro all'inizio dell'estate sugli scaffali di Feltrinelli, a Bologna, mi sono ri-innamorata a prima vista, il che, mi rendo conto, suona strano, sarà una figura retorica, forse un ossimoro...chissà. Intanto per incominciare questi libri "cubici" mi hanno sempre affascinata, se poi ci aggiungiamo le pagine ben equilibrate e i disegni che sembrano degli schizzi tracciati da un lettore affascinato quanto me (bravissimo Bruno Munari), ecco...ho trovato il mio libro perfetto. E poi è perfetto perchè, in un'era in cui sembra che a qualcosa si debba sempre rinunciare, questo libro ha il coraggio di essere tutto: bellissimo dentro e bellissimo fuori.

Normalmente adesso direi qualcosa su Gianni Rodari, se qualcuno non lo conoscesse, e, per completezza, linkerei il suo nome alla sua pagina su Wikipedia. Ma non lo farò perchè oggi Wikipedia si è auto-oscurata per protesta contro la legge bavaglio (per chi volesse, esiste comunque anche un sito dedicato a Gianni Rodari).

Parlerò quindi di quanto Gianni Rodari, sebbene venuto a mancare quando io ero piccolissima, sia presente nella mia vita da sempre.

Ho imparato a leggere molto presto, ascoltando la lettura stentatissima di mio fratello di 10 anni, che mi leggeva con ostinazione di Marcovaldo, di Don Chisciotte e del ragionier Bianchi di Varese che era sempre in viaggio e tutte le sere alle 9 in punto chiamava a casa per raccontare a sua figlia una storia. Ridevamo tanto, a leggere di Marcovaldo che finiva in ospedale per aver mangiato i funghi e di Don Chisciotte che si lanciava contro i mulini a vento e il senso profondo di quelle storie lo abbiamo capito molto dopo. Ma il ragionier Bianchi no. Lui lo capivamo perfettamente già da allora, perchè lui parlava di noi.

Eravamo noi i bambini che trasformavano i bastoni in astronavi, che, in spiaggia, guardavano curiosi l'uomo sulla sdraio volante, eravamo noi che la sera ci facevamo piccini piccini per addormentarci nella tasca della camicia di papà.

La mia edizione delle Favole al Telefono l'ho sfogliata a lungo, ha girato il mondo, è semi-divelta per l'usura e adesso riposa in libreria. Ma questa raccolta dei "Libri della Fantasia" è per i miei figli, che si ritrovano tra le pagine nello stesso modo in cui mi ci ritrovavo io 30 anni fa, e si è già fatta un bel po' di giri quest'estate, perchè non c'è dubbio che se si vuole portare in gita un libro è questo quello che viene regolarmente scelto. Insomma, mi sono ri-innamorata del mio vecchio libro, rinato in una veste giovanile e accattivante. 

Io non credo nei libri che vogliono insegnare a fare i genitori (adesso sbaglierò di nuovo figura retorica, ma secondo me anche "imparare la genitorialità" è un ossimoro) e guardo con scetticismo chiunque sostenga di avere un "metodo" per capire i bambini e i propri figli. Ma se mai qualcuno, non so, qualche amica alla prima gravidanza, mi chiedesse un consiglio per un libro che la aiuti a fare la mamma le risponderei sicuramente di comprare un qualsiasi libro di Gianni Rodari, o magari questa bellissima raccolta delle sue opere.

Mi dispiace che questa recensione sia venuta fuori un po' sbilenca. Spero che la legge-bavaglio non passi, così scriverò la prossima in modo più professionale.

 

 

 


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